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Guerre : Un esercito professionista stà uccidendo una popolazione indifesa
Inviato da Pablo su 7/1/2009 20:27:56 (144 letture)
Guerre

*La Jornada – lunedì 5 gennaio 2009*
MARCOS: L’ATTACCO DI ISRAELE CONTRO GAZA È LA “CLASSICA” GUERRA DI CONQUISTA


Hermann Bellinghausen

/San Cristóbal de las Casas, Chis. 4 gennaio/. Per gli zapatisti, a Gaza
c'è "un esercito professionista che sta uccidendo una popolazione
indifesa", ha detto oggi il /subcomandante Marcos/ dedicando un
intervento fuori programma alla nuova guerra in corso.



Il penultimo giorno del Festival Mondiale della Degna Rabbia si è
riempito di indignazione per l'attacco contro la Palestina e la
repressione a Oaxaca avvenuta poche ore prima con la cattura di 20
persone che partecipavano ad una protesta pacifica contro l'invasione a Gaza davanti al consolato statunitense.



Nelle prime ore di questa domenica centinaia di partecipanti al festival
che si tiene alla periferia di San Cristóbal, oltre i sobborghi indigeni
di La Hormiga, sono arrivati nel centro della città per protestare
contro l'invasione e chiedere la liberazione dei fermati della APPO.
Ieri notte si è almeno ottenuta questa liberazione. L'inusuale marcia
con le torce proveniente dalla Università della Terra, ha fatto chiudere
le porte agli hotel ed ha fatto ricordare ad alcuni /coletos/ [residenti
di San Cristóbal – n.d.t.] la prima alba del 1994.



Nel pomeriggio /Marcos/ aveva detto: "Non molto lontano da qui, in un
posto chiamato Gaza, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e
distruzione". Una guerra "classica" di conquista. "Primo un
bombardamento massiccio per distruggere postazioni militari nevralgiche e indebolire i punti di resistenza". Ha ricordato che venerdì, "lo stesso giorno in cui la nostra parola faceva riferimento alla violenza", Condoleeza Rice dichiarava che quello che sta succedendo a Gaza era "colpa dei palestinesi, per la loro natura violenta".



Ha affermato che prosegue "il ferreo controllo su tutto quello che si
sente e si vede" nel mondo, "esterno al teatro di operazioni", e "fuoco
intenso di artiglieria sulla fanteria nemica per proteggere l'avanzata
delle truppe. Poi l'accerchiamento e assedio alla guarnigione, e
l'assalto che conquisti la posizione annichilendo il nemico".



Sulla base delle foto delle agenzie ha aggiunto, "i 'punti nevralgici'
distrutti dall'aviazione israeliana sono abitazioni, capanne ed edifici
civili". Allora, "pensiamo che o gli artiglieri hanno una pessima mira o
non esistono tali postazioni. Non abbiamo l'onore di conoscere la
Palestina, ma supponiamo che in quelle case, capanne ed edifici abita o abitava della gente, uomini, donne, bambini ed anziani, e non soldati".



Forse, ha sostenuto, "per il governo di Israele quegli uomini, donne,
bambini ed anziani sono soldati nemici, e le capanne, case ed edifici
dove abitano sono quartieri che bisogna distruggere. Sicuramente i
fuochi d'artiglieria che questa mattina cadevano su Gaza erano per
proteggere da quegli uomini, donne, bambini ed anziani l'avanzata della fanteria di Israele, e la guarnigione nemica che vogliono sconfiggere non è altro che la popolazione palestinese che vive lì, e che l'assalto cercherà di annichilire".



Con la voce rotta ha dichiarato: "Le nostre grida fermano qualche bomba?
La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato", ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e "si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza.
Noi zapatisti e zapatiste dell'EZLN sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento".



Per il resto, secondo l'analisi di /Marcos/, "il governo di Israele
dichiarerà di aver inferto un duro colpo al terrorismo, occulterà al suo
popolo la dimensione del massacro ed i produttori di armi avranno
ottenuto un guadagno economico".



Il popolo palestinese resiste, sopravvivere e continuare a lottare, ha
detto il portavoce zapatista. "Forse un bambino o una bambina di Gaza
sopravvivranno e cresceranno e con loro cresceranno il coraggio,
l'indignazione, la rabbia; forse diventeranno soldati o miliziani, forse
affronteranno Israele e là in alto scriveranno allora sulla natura
violenta dei palestinesi, faranno dichiarazioni di condanna di quella
violenza e si tornerà a discutere di sionismo o antisemitismo. Nessuno
chieder chi ha seminato quello che sta raccogliendo".



(Traduzione “/Maribel/” – Bergamo)


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