La vittoria della sconfitta.
Quella di questi giorni è per gli amanti della libertà una grossa
sconfitta. Abbiamo assistito ad una nuova prevaricazione degli interessi
economici di alcuni umani sul diritto alla vita e alla libertà di altre
centinaia di altri animali.
I burocrati che siedono in consiglio comunale non potevano certamente
esprimersi in maniera differente da come hanno fatto. È da sempre il loro
ruolo difendere quel complesso sistema di arroganza e sopraffazione che li
ha posti sui loro troni e, ignorare ogni spinta si sensibilizzazione etica,
è parte integrante di questo ruolo.
Queste persone (ammesso che questo termine si possa considerare adatto)
hanno ben poco a che fare con l’etica. Tanto per parafrasare il lungo ed
intricato discorso dell’assessore all’urbanistica non è compito del
consiglio cittadino decidere se una struttura che espone animali
prigionieri per lucro è eticamente adatta al panorama culturale della
città. Per decidere se è giusto o meno negare la libertà e gli istinti
naturali a centinaia di animali occorre un organismo superiore, occorre una
grande mente nazionale, occorre una legge infusa da molto più in alto.
Figuriamoci se pochi cervelli ingrigiti dal cemento e schiacciati dalla
nebbia possono esprimersi su un tema così profondo. È certamente molto
più comodo basarsi sui codici urbanistici, sui cavilli spersonalizzanti
della burocrazia e delegare ad altri luoghi e altri tempi le decisioni
etiche.
A noi non interessa niente dei loro giochi politici. Non ci interessa
sapere se questa approvazione ci sia stata per difendere una scelta
avventata di un membro importante del loro partito, per avvantaggiare la
lobby degli albergatori e degli imprenditori turistici, per dinamiche
nepotiste o di amicizia con chi costruirà e gestirà questo zoo. Non ci
interessa nemmeno indagare sul perché molte persone che si sono espresse
più volte contrarie abbiano deciso di non manifestare questa opposizione
al momento del voto.
Non ci interessa polemizzare su presunte violazioni dei vostri metodi
democratici. Non abbiamo mai dato valore a queste cose e non lo faremo
certo adesso. L’ipocrisia democratica si manifesta in ogni momento e il
consiglio comunale ne è un esempio chiarissimo.
I funzionari comunali fanno il loro mestiere, legittimano i soprusi di chi
detiene il potere.
Ingegneri, architetti e tecnici di vario titolo fanno il loro mestiere,
avvalorano le posizioni di chi li paga.
Poliziotti, carabinieri e “funzionari” più o meno funzionanti fanno
anch’essi il loro mestiere, impediscono a chicchessia di turbare questo
stato di cose.
Non ci stupisce vedere così tanta gente presa dalla propria professione.
La responsabilità non è personale ma collettiva.
Se hai appoggiato la costruzione di questo luogo di detenzione, se ti sei
rifiutato di impegnarti a tuo modo nell’opposizione, se hai delegato con
disinteresse il tuo parere contrario, se hai protetto chi stava firmando
questa condanna all’ergastolo, se hai pensato più al turismo o alle
scritte su muri piuttosto che agli animali, se hai posto i regolamenti al
di sopra dell’etica, se hai lavato la tua coscienza con la promessa di
posti di lavoro sei colpevole.
Sei colpevole di aver causato sofferenze indicibili a migliaia di animali.
Sei colpevole di aver contribuito alla distruzione di ambienti naturali sia
nel territorio locale sia in paesi lontani in cui gli animali vengono
catturati. Sei colpevole di favorire una società che da decenni sevizia e
tortura animali di ogni specie, che mette in pericolo specie in via di
estinzione e diffonde una cultura di violenza e sopraffazione.
CAMPAGNA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLO ZOO DI RAVENNA
Affinché qualunque specie possa vivere nel proprio habitat naturale senza
restrizioni o imposizioni da parte degli esseri umani.
Contro la reclusione degli animali. Contro lo specismo.
www.glizoobastardi.org
glizoo@bastardi.net